Dr Fabiola dei bimbi

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Dr Fabiola dei bimbi

Fabiola dimensionataFabiola sta tornando a Napoli dove finirà la specializzazione in pediatria. Gli ultimi sei mesi li ha passati al Lacor, o meglio, nel chiassoso e colorato reparto pediatria del Lacor. Quel children ward che in questo periodo è saturo di bimbi: anemie, gastroenteriti, tanta malaria e pochissimo sangue a disposizione per le trasfusioni….e lei su e giù nel grande atrio o letto dopo letto con i suoi ricci e la sua attenzione a ogni dettaglio. Persino la sera o durante il fine settimana, quando la vedevi assorta nei suoi pensieri e chiedevi, la risposta era sempre. “Pensavo… quasi quasi vado a vedere se sono arrivati gli esami di quel bimbo o il risultato dell’ecografia di quell’altro o faccio un salto per accertarmi che stia bene, stamattina l’ho visto un po’ giù…” E ora che le chiedo cosa pensa di aver lasciato di sé stessa qui a Gulu, la risposta la troviamo insieme. Ed è l’esempio di tanta dedizione, un modello di medicina per passione. Passione per la gente e per guarirla. Con tutta l’umiltà di chi si sente studente per tutta la vita. Un dono raro, l’umiltà, che dovrebbe appartenere a qualunque munu, uomo bianco, che mette piede in Africa.

Fabiola Di Dato aveva sentito parlare la prima volta del progetto GULUNAP, che ha visto collaborare l’Università di Gulu e la Federico II di Napoli, da un docente di genetica.

GULUNAP nasce nel 2003 per istituire una Facoltà di Medicina a Gulu con il sostegno economico della Cooperazione Italiana. Nel 2012, il progetto ha ricevuto il prestigioso Premio Feltrinelli dall’Accademia Nazionale dei Lincei e ad oggi sono circa trecento i giovani ugandesi che si sono laureati!

Fabiola aveva da poco iniziato a studiare medicina quando ha visto le foto del Lacor e promesso a se stessa che ci sarebbe andata. E così è stato, dopo lunghi anni di studio e attesa è approdata nella foresteria dell’ospedale ugandese, crocevia di belle intenzioni e scambi culturali e professionali. Dove ogni anno sfilano giovani volti europei, americani, canadesi che poi ritrovi attenti, nel loro camice bianco, tra reparti e cortili.

Ed è proprio pediatra di nome e di fatto, anche se il pezzo di carta che lo attesta deve ancora arrivare, questa giovane dottoressa che ama sedersi in mezzo ai bimbi, andare a trovarli nelle capanne quando il legame si fa più stretto. Come è stato con la piccola Kevin e la mamma Joyce. “All’inizio molti piangono, spaventati, ma poi ti scrutano curiosi e qualcuno ti salta in braccio. Quante soddisfazioni nei sorrisi delle mamme grate e nelle piccole voci che ti salutano “Munu bye, bianco ciao”.

Si affezionano e ti affezioni. A questi abbracci calorosi e sinceri; a questa gioia pura nel riconoscerti per le strade, al mercato o nelle case in cui ti accolgono con ogni onore.

Bentornata in Italia Fabiola, dove porti con te, da coltivare, un germoglio di quel sogno che Piero e Lucille hanno seminato nel cuore dell’Africa.

Daniela Condorelli

 

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