Prima volta in Uganda

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Prima volta in Uganda

cristina-fotomodCristina e Frederique al Lacor

Ogni anno  sono tanti i volontari che passano dal Lacor. Arrivano, contribuiscono con lavoro e ripartono portandosi dietro tanto: il Lacor ti entra nella pelle e non se ne va  facilmente. La storia di Cristina e Frederique ne è un esempio.

Entrambe parenti di Dominique, dai rispettivi lati della famiglia, Corti e Teasdale, le due ragazze quest’estate hanno trascorso un periodo a Gulu. Il viaggio è documentato dal blog che Cristina ha curato direttamente dall’Uganda, “Trip to Lacor”  .

Dal blog stesso leggiamo il motivo di questo viaggio: “sono venuta in Uganda per capire e per esplorare”. Capire ed esplorare. Allora anche noi proviamo a fare queste due cose, attraverso il loro viaggio stesso. Ci serviamo del blog, e di quello che è stato il principale loro contributo: lo studio sulla condizione di salute e sicurezza delle ragazze adolescenti in Nord Uganda.
L’occhio attento di Cristina si muove attraverso il Lacor ed  identifica e  rintraccia elementi non ordinari anche in eventi di routine. Per esempio quando osservando il lavoro di alcuni uomini che riparano un serbatoio di acqua  percepisce come per loro questo lavoro  non serva solo per prendere  un salario, ma  anche per migliorare la loro stessa vita.
Ecco che allora  da ogni particolare di apparente normalità emerge un aspetto più profondo: “ho visto delle cose che ricorderò per tutta la vita”, annota Cristina.
Ma c’è un altro elemento che domina il racconto: la passione per la chirurgia, la curiosità e il rigore nell’osservare i vari casi che le capita di incontrare in ospedale.Passione e rigore che ricordano molto i pilastri su cui si basa  il Lacor stesso

I risultati delle 114 ragazze intervistate in tre diverse scuole nei distretti di Gulu e Amuru mostrano un quadro ancora critico sotto alcuni aspetti, dalle condizioni igieniche alla sicurezza percepita: per esempio solo il 9% afferma di avere l’elettricità a casa, il 70% di avere fango come pavimento di casa, un terzo delle ragazze  dice di non sentirsi al sicuro nelle varie situazioni quotidiane. Dall’altra però il 62% delle ragazze afferma di rivolgersi spesso al dottore e il 92% di consumare due pasti al giorno Ne emerge  una situazione sanitaria discreta, nonostante la recente drastica crescita dei casi di malaria.
Questo survey definisce un quadro interessante che permette di approfondire la realtà sociale in cui è calato il Lacor. Grazie dunque a Cristina e Frederique.

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