Una zia per maestra

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Una zia per maestra

 

zia Opiyo - Copia

Di certo la ventiduenne zia di Opiyo sa quello che vuole: “sto studiando per diventare maestra”, confida Katie. E sarà una dolcissima docente consapevole del valore della sua professione. Intanto è qui al Lacor dove il suo ruolo, in questi giorni, è quello di attendant. Attendants, accompagnatori, sono tutti coloro che vivono nei cortili dell’ospedale occupandosi di fare la spesa e cucinare per i pazienti o di procurarsi tutto ciò di cui c’è bisogno, dal lavare i vestiti a dare il cambio a Priska, mamma di Opiyo, per un po’ di riposo. E infatti più volte la incontro al mercato con i sacchetti ricolmi di pannocchie o frutta per Opiyo o nell’area vicino al pozzo in cui grandi pentole di alluminio bollono e sfrigolano.

Al Lacor, la scelta è stata di avere questi accompagnatori invece di fornire il cibo ai malati perché è complesso e costoso gestire le scorte di viveri. La somma che servirebbe comporterebbe un significativo taglio all’attività sanitaria in un contesto in cui è già difficile scegliere ogni anno a quali malattie ci si può permettere di dare una risposta terapeutica.

Opiyo, il nipotino di Katie, ha due anni: è in ospedale perché ha avuto una brutta infezione al polmone che ha costretto i medici a operarlo. Dopo tre giorni di terapia intensiva non c’era altro da fare; il polmone era pieno di liquido e l’intervento necessario. Ma ora il piccolo sta bene, in attesa che la ferita si rimargini al meglio e che i parametri respiratori siano buoni abbastanza da lasciarlo tornare a casa, a Lyra.

Ogni giorno la ventiduenne Katie è qui, a disposizione della cognata e del piccolo, sempre sorridente, sempre attenta ai bisogni di questo bimbetto tanto amato che ha bisogno del deambulatore per camminare per colpa di una fortissima lordosi. Ma al suo ritorno a Lyra Katie riprenderà gli studi per realizzare il suo sogno. “Voglio insegnare, perché l’insegnante ha un impatto significativo e duraturo sulla vita di tutti gli altri professionisti. Dell’avvocato come del medico, dell’ingegnere come dell’infermiera”. E sorride ancora e non smette più di ringraziare. Di cosa poi? E quando ti incontra ti abbraccia con calore sincero e aggiunge con fervore: “mi sei mancata”. Anche tu Katie mi manchi già.

Daniela Condorelli

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